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Mi pare proprio di sì anzi... Mi pare di ricordare che sul libretto di istruzione del mio caricabatterie sia espressamente consigliato di tenere la batteria collegata.
La batteria bisogna sempre staccarla dall'alimentazione dello scooter perchè rischi di bruciare l'impianto elettrico.Bisogna stare molto attenti.se si utilizza un carica batterie elettronico,questo,se non hai staccato i cavi di alimentazione che vanno allo scooter non entra in funzione,mentre se si utilizza un carica batterie tradizionale questo inizia a caricare la batteria compromettendo l'impianto elettrico del mezzo.
![]() Domanda: e se invece di staccare i fili di dell'alimentazione della batteria durante la carica premo il tasto rosso cge stacca l'impianto elettico , va bene lo stesso?
![]() questo non lo so di preciso...il mio carica batterie non funziona,o meglio,non entra in funzione finchè non stacco il cavo positivo e negativo dell'impianto elettrico.....
![]() Eppure sarebbe interessante saperlo così si evita di dover ogni volta staccare e riattaccare il fili sulla batteria, mentre basta premere il tasto rosso e attacchi il caricabatteria.......molto più comodo! Avanti gli esperti dateci un consiglio tecnico.........
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![]() Le batterie al piombo vengono ricaricate a tensione costante, limitando la corrente di carica a circa 1/10 della capacità nominale (per esempio 6AH: corrente massima 600mA)
Trucco rapido per "tenere in carica" dele batterie GIA' CARICHE: Alimentarle a tensione costante di 2,2-2,3V per elemento. Quando la batteria è carica si autolimiterà in maniera automatica prelevando solo la corrente strettamente necessaria per compensare la propria autoscarica Soluzione:Comprare un alimentatore STABILIZZATO non del tipo switching (importante per evitare danni dovuti ad un eventuale convertitore scadente) con un'uscita regolabile tra i 12V e i 13,8V e collegarlo brutalmente in parallelo alla batteria E' il sistema che uso per tenere in carica le batterie al piombo che ho in magazzino per gli impianti d'antifurto ( eche ho già applicato ad alcuni conoscenti che di solito lasciano l'automobile ferma in garage per 2/3 mesi e poi si trovano con la batteria scarica) Ho comprato un'alimentatore semplicissimo da 12/13,8V 1A tradizionale (cioè con trasformatore e stabilizzatore) e con questo tengo alimentate le batterie Si trovano normalmente sia nei negozi di elettronica (di solito fino a 800mA) oppure nei negozi che vendono apparati per ricetrasmissione (alcuni vengono usati anche come alimentatori da banco) Quelli piccoli di solito sono costituiti da un trasformatorino e uno stadio di stabilizzazione (di solito un LM317) con un selettore che permette di variare la tensione di uscita mediante selezione di un partitore resistivo. Basta partire dalla tensione piu' bassa e con un tester (e un carico applicato sull'uscita ( puo' essere benissimo essere una lampadina 12V 5W) regolare il selettore per ottenere 13,2-13,8W (non oltre, di solito regolo 13,5v) A quasto punto si collega con 2 coccodrilli in parallelo alla batteria e si alimenta il tutto. La corrente erogata servirà sia per "tenere in carica" la batteria sia a fornire quel minimo di corrente necessaria ai dispositivi di bordo 8immobilizer, orologio). Un suggerimento: prima di collegare il tutto, spegnere la luce nel sottosella per evitare che l'apertura di quest'ultima porti in sovraccarico lo stabilizzatore (comunque protetto in maniera autonoma) Appena posso vi posto qualche foto ![]()
![]() Però il Ciccino non ha una batteria al piombo ma una batteria a gel che non va caricata assolutamente come quelle al piombo.
Giusto
![]() Scusate, ma la batteria di avviamento è composta da piastre al piombo.
Quello che cambia è la forma dell'elettrolitico, che nelle vetture è composto da acqua distillata e acido solforico, mentre per alcuni usi "particolari" (vedi caravan, moto, usi stazionari) è composto da una sostanza gelatinosa (da li' la dicitura batteria al gel) La versione con elettrolitico è ideale per forti spunti di corrente (non per niente nei gruppi statici di continuita sono usate batterie di accumulatori a 2V 700Ah in serie in appositi locali) Il grosso vantaggio di quelle al gel è che per alcuni particolari costruttivi non emettono gas durante la ricarica e di conseguenza, non avendo necessità di sfogare verso l'esterno i gas possono essere installate in qualsiasi posizione (ovviamente è comunque presente una valvola di sovrapressione) Eventuale link tecnico di riferimento http://www.lsoft.it/tecnica/batterie.htm Eventualmente sul sito della Yuasa e Varta è disponibile una guida per la manutenzione e carica delle batterie Se guardate sull'etichetta della batteria è indicata la sigla Pb. Cambia la ricarica se l'uso è stazionario o ciclico
![]() Il problema infatti è proprio il gel. Se la batteria è ricaricata in maniera non corretta il gel si trasforma in gas e non è più in grado di tornare allo stato originario, il che significa che, in una batteria come quella sul ciccino messa in orizzontale, gli elementi rimangono scoperti dall'elemento elettrolitico. La batteria perde man mano lo spunto e la capacità di ricaricarsi.
Infatti è per questo che ho dato l'indicazione dei 13,5V, proprio per evitare che inizi la decomposizione
Comunque il metodo suggerito è in uso anche sulle moto di mo fratello (un Deauville 850 e una FJ1200) dal oltre 3 anni per il periodo invernale. E' comunque chiaro che il miglior modo è quello di non lasciare fermo il mezzo ![]() ![]() ..(tranne come oggi che piove . ![]() ![]() ![]() ![]()
![]() nel momento in cui la batteria per un qualche motivo si trova un pò bassa e la ricarichi col caricabatteria sbagliato non vedo come tu possa evitare una ricarica troppo energica però...
Utilizzando un caricabatterie con limitazione di carica
Quello che uso ha una corrente massima in uscita di 800mA. Superata tale soglia lo stabilizzatore abbassa la tensione fino al limite massimo consentitogli Esempio: Batteria a 11,5V, corrente iniziale 1500mA. Il sistema appena collegato regola la tensione di uscita in modo da fornire solo 800ma (quindi per esempio parte con 12,2V). Mano a mano che la la corrente diminuisce per effetto della carica la tensione viene incrementata fino al raggiungimento del limite dei 13,5V A questo punto inizia a decrementare anche la corrente di ricarica fino al punto minimo di mantenimento Per questo suggerivo un alimentatore tradizionale con corrente max 800mA.Proprio perchè è una corrente che comunque anche in caso di errore non danneggia la batteria e viene usato solo per il mantenimento. Con il limite a 13,5V inoltre non corri il rischio di danneggiare l'elettronica di bordo Il caricabatterie per esempio che avete indicato nel forum praticamente ha a bordo un microproceddore che esegue in automatico le funzioni (corrente di carica limitata, corrente di fine carica) con la differenza che il mantenimento viene fatto con attacchi/stacchi del carico rispetto al limite di tensione Entrambi i sistemi vanno bene (anche se vale la regola che meno cose ci sono, minori sono le probabilità che si possano guastare ![]()
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